ascesso dente

Ascesso dente: come curarlo

L’ascesso dente può essere molto doloroso ed è la diretta conseguenza di un’infezione che, nella sua forma ultima, vede il formarsi di pus nel cavo orale. L’intervento medico dev’essere tempestivo per evitare che tale infezione possa espandersi e causare danni più gravi all’organismo.

Cause e sintomi dell’ascesso dente

Le cause di un ascesso dentale possono essere molteplici e comprendere fattori di rischio quali un sistema immunitario compromesso da farmaci o patologie conclamate, oppure, più semplicemente, una scarsa igiene orale. Anche interventi odontoiatrici non perfettamente eseguiti potrebbero facilitare il proliferarsi di batteri potenzialmente pericolosi, nonché l’abuso di alcool o fumo.

Il dolore si presenta da subito piuttosto importante. Interessa la gengiva, ma anche la mandibola o persino il collo, con presenza di gonfiore e linfonodi ingrossati. Viene compromesso non solo il riposo notturno, ma anche la deglutizione. La comparsa di difficoltà a respirare o febbre sono sintomi cui va prestata immediata attenzione in regime di pronto intervento.

L’ascesso si distingue in:

  • apicale: qualora interessi strettamente il dente, magari a seguito di una carie
  • parodontale: interessa la gengiva e si localizza vicino alla radice del dente; può diffondersi fino all’osso dell’arcata

Le cure per l’ascesso al dente

Prima ancora che l’infezione si diffonda, quindi, occorre recarsi dal medico specialista che potrebbe innanzitutto prescrivere una terapia antinfiammatoria, antidolorifica o persino antibiotica per lenire parzialmente la sintomatologia. Successivamente è necessario intervenire sulla zona lesa in maniera differente a seconda della gravità e della localizzazione dell’infezione.

Può essere effettuato innanzitutto il drenaggio per la rimozione del pus, tramite un taglio sulla parte lesa e il trattamento attento con sostanze disinfettanti.

Se l’ascesso interessa la polpa del dente, ovvero la parte più interna di esso, lo specialista ricorre a una cura canalare che consiste nella sua rimozione totale. Il procedimento può essere particolarmente laborioso, specie in caso di molari, in quanto bisogna arrivare alla cosiddetta zona pulpare attraverso la corona dentaria e localizzare precisamente il materiale da rimuovere perché la pulizia sia completa. Il dente viene, poi, letteralmente “svuotato” dal tessuto infetto e accuratamente disinfettato prima dell’otturazione definitiva con materiali resistenti. Viene, infine, ricostruito e rifinito con una corona per poter svolgere normalmente l’attività di masticazione senza mai correre il rischio di fratture.

Se il dente si presenta seriamente danneggiato e la cura canalare con conseguente ricostruzione non si rivela sufficiente per salvarlo, il dentista valuta la possibilità di un’estrazione totale che elimina definitivamente l’ascesso.


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