odontoiatria

Odontoiatria: tecniche e impianti dentali

Quando i problemi alle gengive e ai denti diventano più gravi, non resta che affidarsi all’odontoiatria che, attraverso protesi e impianti dentali, aiuta a ripristinare il sorriso, la meccanica masticatoria e il cavo orale del paziente.

Ci sono diverse tecniche e dispositivi dentali, ognuno con peculiari caratteristiche a seconda delle esigenze: per ponti, per denti singoli, per intere arcate dentali e per fissare protesi mobili. Il materiale più utilizzato in questo campo è sicuramente il titanio, altamente resistente, sicuro e soprattutto non viene visto come un “corpo” esterno dal nostro organismo. Ecco spiegato il motivo per cui, prima di procedere con i vari step diagnostici e poi chirurgici, si procede con la fase chiamata osteointegrazione. Si tratta esattamente di impiantare un “infisso” in titanio su un osso mandibolare o mascellare: una specie di vite che assumerà la funzione di radice del dente e sulla quale verrà installato il moncone.

La metodologia classica dell’odontoiatria

Il procedimento classico è abbastanza semplice. Nel momento in cui viene estirpato il dente malato, il paziente dovrà effettuare una tac, dietro consiglio del dentista, in modo da capire quanto osso si può ancora sfruttare al di sotto del dente da impiantare e se è qualitativamente all’altezza dell’operazione. Una volta appurati questi due aspetti e dopo una cura antibiotica, si avvia il processo chirurgico in cui il dentista provvederà all’installazione dell’infisso in titanio. Nei giorni a seguire il paziente continuerà la cura antibiotica e, dopo circa dieci giorni, potrà togliere i punti di sutura, oppure gli verrà installata direttamente una protesi provvisoria. Successivamente il paziente resterà sotto osservazione per una facile e pronta guarigione, evitando eventuali rigetti. Dopo circa quattro mesi, al paziente toccherà sottoporsi ad una seconda operazione che consiste nell’avvitamento del moncone su cui verrà fissata la corona, del tutto identica al dente originario. Dal momento che si tratta di un’operazione vera e propria, il tutto viene svolto in anestesia locale o con sedazione cosciente e, nei casi più problematici, tramite anestesia generale. Bisogna sapere che per i fumatori incalliti si possono verificarsi maggiori rischi di rigetto a causa di una minore capacità di coagulazione del sangue. Di conseguenza, è consigliabile smettere di fumare almeno due mesi prima dell’intervento.

l’odontoiatria e gli aspetti che possono influenzare negativamente l’impianto dentale

Inoltre, la durata dell’operazione dipende anche da numerosi fattori, primo fra tutti l’esperienza e la professionalità del dentista e le tecniche utilizzate che possono cambiare da paziente a paziente. Anche i materiali, i perni da inserire in rapporto ai denti, la prevenzione prima e dopo l’operazione e il buono stato di salute del paziente sono aspetti fondamentali che possono influire sull’esito finale. Ad esempio, è possibile che a causa di un sistema immunitario debilitato o alla presenza di patologie serie come diabete e osteoporosi, l’impianto dentale può subire delle complicazioni e, nei casi più gravi, il distaccamento. Dunque, è buona norma, prima di procedere con l’installazione di un impianto dentale, effettuare dei controlli periodici sulla salute del paziente così da avere un quadro clinico completo e dettagliato per verificare lo stato osseo. In caso di pataologie abbastanza gravi, si procede con la rigenerazione ossea e una terapia antibiotica prima e dopo l’intervento in modo da non compromettere l’impianto dentale nel lungo periodo.